1492: Anno X

Il 1492, a detta di molti storici, segna l’inizio della storia moderna. Un anno di transizione, di morti eccellenti, ascese al potere inaspettate e grandi migrazioni.

L’anno iniziò con la conclusione della battaglia di Granada, cittadina iberica, ultimo baluardo degli arabi sul suolo spagnolo; a tale battaglia prese parte, presso lo schieramento spagnolo, Pedro Luis Borgia, figlio dell’allora Cardinale Rodrigo Borgia. Tenete a mente questo cognome, poiché la famiglia che lo portava fu arbitro delle sorti del mondo sino al 1503. Alessandro_VIStemma
Dal punto di vista politico, l’anno che stiamo analizzando è peculiare, poiché vi erano tante potenze pronte a dar guerra per conquistare strisce di terra o rivendicare titoli che si ritenevano essere stati usurpati.
Consideriamo Spagna, Francia e Sacro Romano Impero. Senz’altro le prime due e
rano molto attive sul piano internazionale.
Degno di nota e che inevitabilmente ebbe risvolti per molti stati, soprattutto per i ducati italiani, fu il decreto di espulsione degli Ebrei (se non si fossero convertiti al cattolicesimo) dalla Spagna, che Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia firmarono, a Granada, il 31 di marzo. Questa moltitudine di gente si riversò in Italia, nel Ducato di Ferrara, governato dalla famiglia D’Este, a Roma, dove vennero accolti da papa Alessandro VI nello iudeorum borgum e nell’Impero Ottomano dove vennero accolti dal Padishah Bayezid II.

Il 9 di aprile un evento nefasto si abbatte sul Ducato di Toscana e sull’Italia intera, Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico, muore. Molti si staranno chiedendo, perché la sua morte fu un evento così tragico per la penisola italiana? Da molti storici egli venne soprannominato “l’ago della bilancia” reggeva le sorti dell’Italia intera, la quale grazie alle immense doti politiche e diplomatiche del Magnifico riuscì a vivere un periodo di pace, tra i più lunghi e durevoli che memoria d’uomo possa ricordare. Riuscì a pacificare, non solo i numerosissimi Ducati italiani, evitando che si dessero battaglia tra loro, ma anche a tenere a bada le potenze straniere che rivendicavano titoli e territori sul suolo italico.
La morte del Magnifico per molti fu una grave perdita mentre per altri un’opportunità. Tra tutti ricordiamo la Francia, con Carlo VIII che negli anni a seguire invaderà l’Italia, formalmente per rivendicare il trono di Napoli, sostanzialmente, fomentato dai Cardinali avversi al Papa Alessandro VI per chiederne la deposizione, ma questo è un altro argomento che tratteremo in seguito.

Il 25 di luglio, un’altra morte eccellente si abbatte sulla penisola italiana e sul mondo cristiano, il successore di Pietro, il Vicario di Cristo, Papa Innocenzo VIII spirò. Immediatamente iniziò la lotta per accomodarsi sul soglio pontificio. I Cardinali Orsini, Colonna, Sforza, Carafa, Della Rovere e Borgia, ognuno di loro era in lizza per il pontificato. Tra tutti riuscì a spuntarla Rodrigo Borgia, Cardinale e Vice Cancelliere sotto quattro diversi papi. L’11 agosto venne eletto e prese il nome di Alessandro VI. Sul conclave in questione aleggia l’onta della simonia, di cui il Borgia si sarebbe macchiato per comprare i voti necessari per ascendere al trono papale. L’incoronazione avvenne il 26 del medesimo mese. Testimonianza di questo evento è rintracciabile nell’Archivio di Stato di Perugia, con una pergamena del 26 agosto del 1492 Alessandro VI notifica al magistrato perugino la sua consacrazione al trono pontificio.
Nello stesso mese, precisamente il 3 di agosto, Cristoforo Colombo partì, con tre caravelle, le famose Nina, Pinta e Santa Maria, per le Indie tentando di arrivarvi tramite una nuova rotta. Approdò il 12 ottobre nelle odierne Bahamas credendo di essere giunto nelle Indie. Solo in seguito si accorse, che ciò che stava sotto i suoi piedi era un continente di cui in Europa nessuno, formalmente come la storia ci ha tramandato, era a conoscenza. Un continente incontaminato, ricco di minerali preziosi, spezie e una varietà di piante e cibi sconosciuti nel “vecchio mondo”, basti citare il cacao, il tabacco e il pomodoro. Nei secoli a seguire gli indigeni, pacifici abitanti del continente americano, vennero sterminati dai conquistatori europei accecati da una smania incessante di ricchezza. Il genocidio delle popolazioni indigene è un capitolo nero della storia umana.

Torniamo al Pontificato di Papa Alessandro VI e le iniziative meramente politico giuridiche che mise in atto per la tanto millantata riforma di Santa Romana Chiesa. A detta di molti storici Alessandro VI, fu il Papa più dissoluto della storia, padre di numerosi figli illegittimi tra i quali si ricordano, i famosi Pedro Luis, Cesare, Lucrezia, Juan e Jofré. È nostra intenzione dedicare trattazioni specifiche per due di loro ovvero Cesare e Lucrezia.

Dal nostro punto di vista papa Borgia non si può ridurre ad uno stereotipo, sarebbe riduttivo affibbiargli gli epiteti di nepotista, dissoluto, incestuoso, assassino, avaro e chi più ne ha più ne metta.
Il pontificato del Borgia fu proficuo, si occupò di Roma riportando la pace nei quartieri tumultuosi, favorì una sorta di cosmopolitismo, basti pensare che a Roma convivevano cristiani ed ebrei, tese la mano al sultano turco ottomano Bayezid II, costruì strade (una della quali la famosa via Alessandrina), ospedali e ponti. Aveva abilità diplomatiche fuori dal comune, grazie alle quali riuscì più volte a salvare Roma dalla distruzione. Istituì tribunali per dirimere contenziosi, dei quali si occupava personalmente una volta alla settimana nel famoso Tribunale della Segnatura Apostolica, il quale venne diviso in Segnatura di grazia per esaminare richieste di favori e Segnatura di giustizia per dirimere contenziosi. Il suo impegno reale nella pratica della giustizia si rinviene in numerosi documenti, l’Archivio di Stato di Perugia ne è pieno (in fondo alla pagina trovate i link per visionare i documenti originali).
Approfondiremo in seguenti trattazioni il pontificato del Borgia, poiché non dimentichiamo che stiamo trattando il solo 1492 e non il decennale pontificato di Alessandro VI.

Un ultimo evento che ci sentiamo di segnalare, in quanto siciliani, avvenuto il 31 di dicembre è l’espulsione di circa 100.000 Ebrei dalla Sicilia (per chi volesse prendere visione dell’editto in lingua siciliana a fondo pagina troverà il ink), in attuazione dell’editto di Granada emanato il 31 di marzo.

Fonti documentali in “Fonti Storiche”:

 Il 1492 spiegato in un video di appena 5 minuti!

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

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