Alessandro VI: la legislazione durante i primi anni di pontificato

Legislazione e politica a fine ‘400.

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Papa Alessandro VI

In questo articolo, si cercherà di mostrare un Alessandro VI diverso da quello presentatoci dal gossip degli ultimi anni, figlio delle serie tv e dei romanzi che si sono susseguiti; cercheremo di esaminarne la legislazione e i provvedimenti emanati tralasciando tutti i pettegolezzi storici. Si è visto in un articolo precedente, come Rodrigo Borgia riuscì a divenire Papa (se non lo hai letto clicca qui), ripartiamo dal giorno della sua elezione, dall’11 agosto 1492. Papa Alessandro VI venne, poi, incoronato il 26 agosto dello stesso anno, lo si evince da numerose fonti, tra cui una rinvenuta nell’archivio di stato di Perugia, datata 26 agosto 1492, in cui il neo pontefice notificò al magistrato perugino la sua consacrazione al soglio pontificio (clicca qui). Senza ombra di dubbio il Borgia tentò di usare i primi anni del suo pontificato per fortificare il suo papato, cercò, quindi, di non farsi troppi nemici, riconfermando in buona parte tutte le cariche magistratuali, dei reggenti e dei governatori delle province pontificie. Per quanto riguardo la sua famiglia, aveva in mente la creazione di un impero sotto il casato dei Borgia, ragion per cui, dapprima, dopo la morte del primogenito Pedro Luis primo duca di Gandia, fece nominare dai sovrani spagnoli il figlio Juan (Giovanni in italiano) secondo duca di Gandia e in seguito comminò le sue nozze con la nobil donna Maria Enriquez de Luna, prima cugina del re Ferdinando d’Aragona, il fine era chiaro, cioè avere un pretendente Borgia al trono di Spagna. Sempre su questa scia comminò il matrimonio di Jofrè (Goffredo) con la principessa Sancia d’Aragona, figlia illegittima del re Alfonso II di Napoli, così facendo un altro Borgia sarebbe stato pretendente al trono, stavolta quello del regno di Napoli. Elevò, inoltre, il figlio Cesare a cardinale e in seguito gli conferì la carica di vicecancelliere, così da avere serie possibilità, alla sua morte, di avere un Borgia sul trono di Pietro. Concesse in moglie la figlia Lucrezia al duca Giovanni Sforza di Pesaro, assicurandosi così l’alleanza con una delle più influenti famiglie della penisola. Dalla politica matrimonialista di Papa Alessandro VI si evince l’intenzione di creare un dominio Borgia collocando i figli in posizioni strategiche. Ma non tutto andò secondo i piani, in seguito si vedrà il perché.

Da un punto di vista più pratico, più rivolto all’amministrazione dell’economia e della legge, Alessandro fu molto attivo, rafforzò l’ordine pubblico, azzerò una parte del debito dello Stato, creò tribunali di giustizia, i quali una volta a settimana erano presieduti dal pontefice in persona, promosse la crociata contro i turchi, fu mecenate di moltissimi artisti (per citarne qualcuno, Pinturicchio e Michelangelo Buonarroti), diede impulso all’università e per ultimo è bene ricordare l’emanazione della Bolla Inter Coetera (se vuoi saperne di più sulla sua emanazione clicca qui). Dalle fonti si evince quanto egli fosse attivo, non solo in Roma ma anche nel governo delle province pontificie, si possono prendere in considerazione vari esempi: il 28 febbraio 1493 ordinò al magistrato perugino che nell’elezione degli ufficiali dei Monti dovesse intervenire il vescovo oppure un suo vicario (clicca qui); un esempio della regolamentazione dell’ordine pubblico è rinvenibile da uno scritto dell’8 ottobre 1493, in cui Alessandro VI scrive a tutti i governatori ed ufficiali dello stato ordinando che i colpevoli di omicidio non possano stare ad una distanza superiore a cinquanta miglia dal luogo dove è stato commesso il delitto (clicca qui). Anche per quanto riguarda i tribunali, il 15 ottobre 1493, confermò lo statuto e le riforme fatte altre volte dal consiglio generale di Perugia, che sotto pena di scomunica nessuno della città e del contado potesse essere chiamato in giudizio fuori dai tribunali ordinari cittadini, dichiarando nullo tutto ciò che fosse stato fatto contro la medesima disposizione (clicca qui).

Ecco da questo primo approccio con la politica e la legislazione di Alessandro VI, dovrebbe essere già più chiaro il ruolo che egli ebbe nei tentativi di riforma e nella capacità di governare lo Stato Pontificio, e che non fu solo un uomo passionale, dedito alla lussuria e al nepotismo,  pratiche peraltro consolidate tra gli ecclesiastici del tempo (si pensi che Innocenzo VIII aveva figli, Paolo III aveva figli, ergo il Borgia non fu un caso isolato) e azzarderemo nel dire anche ai giorni nostri. Nei prossimi articoli sarà presa in considerazione la guerra d’Italia del 1494, con la discesa di Carlo VIII di Francia nella penisola e l’abilità di Papa Alessandro VI nel formare una lega Santa al fine di contrastarlo; la scalata al potere di Cesare Borgia con l’appoggio di suo padre il Papa; si analizzerà la vicenda che vide contrapposti Alessandro VI e il governo teocratico di Girolamo Savonarola a Firenze e in ultimo, la figura di Lucrezia Borgia, nel suo ruolo di moglie, di governatrice e di reggente della chiesa.

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Fonti storiche:

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

2 commenti
  1. Finalmente qualcuno che non parla delle solite minchiate. Qualcuno che cerca di esaminare la sua figura storica anche sotto punti di vista diversi. Deo Gratia.
    Rodrigo Borgia è un mio antenato e mi sono stancata di sentir sempre dire su di lui le solite cose. Oggi ho trovato un articolo interessante che tratta sulla sua figura.

    • Grazie! Sulla sua famiglia sono state dette e raccontate molte falsità alimentandone la leggenda nera. I Borgia hanno fatto moltissimo e dato un contributo notevole alla storia.

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