Arrivo di S.E. l’Ecc.mo Sig. D. Francesco d’Aquino Principe di Caramanico Viceré di Sicilia, 21 aprile 1786

ASP= Archivio di Stato di Palermo

“Essendo riscontrato il Pretore di questa Capitale Marchese di S. Croce, mercé di una veridica relazione di torrari come trovavasi alla veduta una gran nave, verso le ore 12 fece di tutto avvisato il Protonotaro del Regno, ond’egli passar potesse le ulteriori necessarie notizie. Già fu che esso Protonotaro si conferì da S.E. D. Gioaichino Foviz de Vela, che si ritrovava ad occupare la carica di Presidente interino di questo Regno, cui pervenne che visitar dovesse S.E. Sig. Viceré, affin di farle la benvenuta e nello stesso tempo esso Sig. Protonotaro del Regno fece arrivar la sua prevenzione al Senato, Primo Titolo Sagro Conseglio, e Nobiltà, affin che’ li medesimi con esatto puntualità si fossero ritrovato al molo ed ivi frontispicio alla Quinta casa dell’espulsi Gesuiti, ove era disposto un decorato ponte per ricevere il novello viceregnante. Indi abbassò alla marina, ove ritrovata la feluga, che noleggiato avea a bella posta s’imbarcò sollecitamente alla volta di quello. E poscia che giunge passò a S.E. i suoi convenevoli.
Si viddero fratanto su di un’a [incomprensibile] feluca arrivare gli Ambasciadori del Senato, che furono p appunto il Principe di Scordia, ed il Duca di Villareale, quali secondo si è veduto pell’addietro pratticae in somiglianti incontrò, fatta prima intesa S.E. del loro arrivo, mercé il Mazziero del Senato passaron quindi a salire nel sidetto bastimento, ove vennero ricevuti da S.E. alla porta di quella camera, e salutati col disparo di cinque pezzi, ed indi fatteli accomodare, e coprire insieme, esposero essi la loro imbasciata, e preso poscia congedo, furono da S.E.
accompagnato sino alla porta della stessa camera, ove ricevuti l’avea, e salutati per la seconda volta col disparo di cinque pezzi.
In questo frattempo si presentò l’aiutante reale del Sig. Presidente Interno del Regno D. Gioachino Foviz de Vela a protestarle, che in quel momento il Sig. Presidente non era a portata di potere usare i suoi convenevoli.
Approsimatosi frattanto il bastimento al molo, ed approdato, fu ritenuta S.E. il detto Ponte della Nobiltà, Titolo, Senato informa e da Sagro Conseglio.
Mentre S.E. Sig. Viceré si portava alla casina del Duca di S. Martino, veniva preceduto dal riferito Sagro Conseglio, standole a man destra il Titolo, e da sinistra il Pretore, seguito dietro da tutto il Senato, e Nobiltà, salirono sino all’appaltamento per esso lui preparato, e S.E. loro licenziò.
La stessa mattina de’ 21 Aprile si vidde il Sig. D. Gioachino Foviz de Vela Presidente Interino del Regno conferire personalmente nella casina del Sig. Duca di S. Martino per fare al novello Sig. Viceré una visita di complimento, per uno fu ricevuto alla punta della scala ed ivi occupata una ugual sedia, si assisevo a fianchi, e dietro qualche tratto di tempo licensiandosi fu accompagnato da S.E. alla medesima scala ove era stato incontrato; complimento in vero che avrebbe dovuto adempiere il Foviz de Viela a bordo della nave, ma come il disbarco fu all’istante, non ebbe egli tempo di adempierli allora.”

Fonti:

  • ASP, Protonotaro del Regno, 1066, p. 128.

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

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