Defensione dei magistrati e delle leggi di Firenze contro alle invettive di fra Girolamo Savonarola (1498)

In sostanza da questo scritto si evince che i fiorentini non hanno bisogno di un frate, straniero d’altronde, dato che viene da Ferrara, per il governo della città e per la cura delle loro anime, poiché sia per l’uno che per l’altro vi sono dei dotti fiorentini che possono rivestire tali incarichi meglio del frate domenicano. È presente inoltre un’apologia del ceto magistratuale contro le invettive del Savonarola ed inoltre tale difesa si estende ai costumi e alle consuetudini dei fiorentini che il Savonarola voleva ridurre alla povertà e alla sobrietà, insomma un tipico clima medievale, in chiara antitesi con ciò che era diventata la Firenze rinascimentale. Buona lettura!

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

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