Il Code Civil: la formazione

Le codificazioni moderne (clicca qui per approfondire) sono state preparate sotto il profilo ideologico dalle grandi correnti di pensiero dei secoli XVI, XVII e XVIII ed in particolare dall’Umanesimo, dal Giusnaturalismo, dal Razionalismo e dall’Illuminismo (clicca qui per approfondire l’illuminismo meridiionale). Tuttavia la culla del Code Civil, che può considerarsi il più perfetto dei codici moderni, fu la Rivoluzione francese che attraverso una serie di drastiche riforme che cambiarono radicalmente il volto della società e delle istituzioni in Francia, preparò il terreno ad una codificazione del diritto. Tuttavia il percorso verso il codice non fu né semplice né lineare perché l’estrema instabilità politica del periodo rivoluzionario (1789-1799) determinò rapide accelerazioni, brusche frenate e repentini cambiamenti di rotta fino all’avvento al potere di Napoleone Bonaparte. Le fasi salienti del percorso verso la codificazione possono così sintetizzarsi:

  • Legge del 27 novembre – 1° dicembre 1790 che introduce la corte di cassazione, supremo tribunale incaricato del compito di vigilare sull’esatta applicazione della legge da parte dei giudici di merito. In occasione delle discussioni da più parti si levò la richiesta di un codice di leggi generali ed astratte che potesse dare certezza al diritto;
  • Nel 1793 Jean-Jascques Régis de Cambacérès presentò un primo progetto all’Assemblea che però lo bocciò ritenendolo troppo sofisticato. Si era nell’epoca della dittatura giacobina e l’Assemblea non voleva un codice estremamente chiaro, tale da poter essere capito ed applicato da chiunque;
  • Nel 1794 e nel 1796 Cambacérès presenta altri due progetti che vengono respinti dalle Assemblee perché giudicati troppo astratti. Il clima politico era mutato: ai giacobini era subentrata la maggioranza termidoriana, conservatrice, che aveva idee meno rigorose riguardo alla formulazione delle norme;
  • Nel 1798 il deputato Jacqueminot elabora un ulteriore progetto, anch’esso respinto dalle Assemblee, divise tra conservatori e “fruttidoriani”.

La svolta si ha con l’ascesa al potere di Napoleone Bonaparte, in seguito al Colpo di Stato del 18 brumaio (secondo mese dell’autunno del calendario rivoluzionario francese). Il generale da subito concentra nelle sue mani tutto il potere facendosi primo console e poi console a vita e legittimando il suo potere con la costituzione dell’anno VIII. Il rinnovato clima politico di pacificazione tra le fazioni consente al nuovo padrone della Francia di portare a termine l’ambizioso progetto codificatorio: concepisce una grandiosa opera legislativa, destinata a rompere i ponti con il passato e ad aprire una nuova epoca. L’obiettivo principale è quello di pervenire in tempi rapidi alla codificazione civile, la prima pietra di un progetto codificatorio che avrebbe riguardato tutte la branche del diritto, dal penale alla procedura penale, al commerciale alla procedura civile. La codificazione civile rappresentava senza dubbio l’impresa più ardita poiché il diritto civile era stato sempre il campo d’elezione della giurisprudenza, del diritto romano, del diritto consuetudinario: per rompere definitivamente con il passato, il nuovo codice avrebbe dovuto essere assolutamente completo, ossia senza pericolose lacune che avrebbero potuto consentire alla giurisprudenza ampi interventi interpretativi. L’opera dunque non era semplice.
Tuttavia Napoleone decise di affidare l’incarico ad un numero ridotto di esperti, quattro per la precisione: Jean-Marie Etienne Portalis, Jacques de Maleville, Felix Julien Jean Bigot de Préameneau, François Denis Tronchet. Si trattava di giuristi di grande esperienza e competenza, conoscitori delle diverse “anime” del diritto francese, dal diritto romano al diritto consuetudinario. Lavorarono alacremente ed in breve tempo riuscirono a presentare un progetto che passò all’esame del Corpo Legislativo, del Consiglio di Stato ed anche delle Corti francesi. E’ noto che durante le discussioni al Consiglio di Stato lo stesso Napoleone intervenne direttamente sul progetto indicandole soluzioni da apportare. Alla fine il Codice Civile entrava in vigore con la legge del 21 marzo 1804. Insieme al codice entrava in vigore la legge del 30 ventoso anno XII, la cosiddetta legge abrogatrice, che abrogò l’antico diritto.

Fonti:

  • G. Astuti, Il «Code Napoléon» in Italia e la sua influenza sui codici degli stati italiani successori, in Id., Tradizione romanistica e civiltà giuridica europea (Napoli 1984);
  • J.-L. Halpérin, L’impossible code civil (Paris 2002);
  • P. Caroni, Saggi sulla storia delle codificazioni (Milano 1998);
  • P. Grossi, Assolutismo giuridico e diritto privato (Milano 1998);
  • S. Solimano, Verso il Code Napoléon: il progetto di codice civile di Guy Jean-Baptiste Target. 1798-1799 (Milano 1998 Cavanna, Mito e destini del Code Napoléon in Italia. Riflessioni in margine al Panegirico a
    Napoleone legislatore di Pietro Giordani, in Biblioteca storica piacentina, II (2000), pp. 35- 75; Aa. Vv., Codici: una riflessione di fine millennio. Atti dell’Incontro di studio Firenze 26-28 ottobre 2000 a cura di P. Cappellini e B. Sordi (Milano 2002);
  • U. Petronio, La lotta per la codificazione (Torino 2002);
  • Birocchi, Alla ricerca dell’ordine. Fonti e cultura giuridica nell’età moderna (Torino 2002);
  • R. Ferrante, Dans l’orde établi par le code civil. La scienza del diritto al tramonto dell’Illuminismo giuridico (Milano 2002);
  • Padoa-Schioppa, Dal codice Napoleone al codice civile, in Italia ed Europa nella storia del diritto (Bologna 2003), pp. 495-532;
  • J.-L. A. Chartier, Portalis père du Code civil (Paris 2004).

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

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