La mentalità giuridica dei glossatori: la Magna Glossa di Accursio

In articoli precedenti abbiamo visto la nascita della scuola di Bologna (clicca qui per leggere) e abbiamo approfondito le attività e gli strumenti dei glossatori (clicca qui per leggere). Oggi approfondiremo il discorso sui glossatori parlando della loro mentalità giuridica e della famosissima Magna Glossa di Accursio.

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La Magna Glossa

 

I passaggi della creazione del diritto comune sono:

  • l’autonomia dell’insegnamento del diritto rispetto alle altre arti liberali;
  • lo sviluppo dell’università;
  • la fondazione di uno scienza giuridica.

L’attività dei giuristi bolognesi viene ben resa nella metafora contenuta nel prologo delle quaestiones de iuris subtilitatibus: 

“l’auditor davanti ad un tempio della giustizia vede una parete di vetro sulla quale erano scritti i libri legales ed intorno alla quale si affannavano gli interpreti che toglievano dal testo giustinianeo tutto ciò che non fosse conforme ad aequitas. In mezzo al tempio una donna bellissima seduta in trono teneva tra le braccia l’aequitas, sulla testa la ratio ed intorno le sei virtù civili”.

Interessante questo riferimento alla ratio, che nella dottrina dei glossatori corrisponde all’aequitas, cioè l’aequitas si coglie attraverso la ratio. Ciò è fondamentale per l’innalzamento del diritto a scienza. Se l’aequitas fosse qualcosa di meramente intuitivo senza la compagine razionale, non potrebbe aversi scienza. L’interpretatio medievale non ha niente a che vedere con la nostra interpretazione che si consuma in una mera operazione cognitiva.

La riscoperta del corpus giustinianeo avviene tramite degli elementi imprescindibili: lex, interpretatio, aequitas, e auctoritas.

  1. La lex era il primo fondamento di tutto il lavoro dei glossatori, consisteva nella piena vigenza ed operatività delle leggi giustinianee, per il fatto che l’impero continuava ad esistere e per il fatto che non erano state abrogate. Questo fondamento non reggerà all’impatto con l’età moderna, dove la vigenza del diritto romano per la crisi dell’universalismo politico e religioso medievale, sarà trovata nel consensus gentium.
  2. L’interpretatio per i glossatori era l’arte di individuare il diritto dato da Dio al mondo. Essa si realizzava attraverso l’aequitas. Tutti, imperatore, giuristi e giudici erano degli interpreti. Si aveva un’interpretazione generale e necessaria (quella del princeps), una non necessaria (quella dei giuristi) e una necessario per il caso particolare (quella dei giudici).
  3. L’aequitas era uno strumento intepretativo necessario per temperare il rigor ius ossia la rigidità del diritto. Se il diritto fosse rigoroso determinerebbe i casi d’ingiustizia. L’aequitas serve ad interpretare la legge in modo benigno. Bulgaro affermò che l’aequitas non può mai prevaricare il senso letterale delle parole. Se la legge fissa una certa regola l’aequitas sceglie tra le interpretazioni quella più equa ma non può cambiare il senso della lettera della legge.
  4. L’auctoritas era un altro punto essenziale nell’attività dei giuristi bolognesi, senza la quale l’interpretatio non significava niente per il diritto. La crisi del diritto comune, a partire dal XV secolo, sarà soprattutto una crisi di autorità.

È in questo contesto che si inserisce la magna glossa di Accursio.

Accursio fu discepolo di Azzone e rivale dell’altro grande glossatore Odofredo Denari. Insegnò per circa venti anni diritto civile all’università di Bologna. Dal 1220 al 1234 diede vita ad un vasto apparato di glosse che fu denominato Magna Glossa, rimaneggiata dall’autore fino alla sua morte. Nell’opera si contano circa 36.000 glosse tratte dalla migliore elaborazione dottrinale dei maestri precedenti, tutte le parti del corpus iuris civilis vennero corredate da una fitta rete di glosse, che garantiva un’approfondita spiegazione di ogni singola parola dei testi legislativi.

Si trattava dunque di un gigantesco commentario.

In conclusione, nei tribunali la Magna Glossa assunse un fondamentale ruolo di mediazione nei confronti del corpus iuris civilis. 

In un prossimo contributo tratteremo l’età dei quattro dottori (Martino, Bulgaro, Jacopo e Ugo) e la fase di maturità della Magna Glossa.

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

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