Parto della Regina Elisabetta di Borbone (1623)

Ciò che si leggerà in questo articolo altro non è che una descrizione, redatta dal Protonotaro del Regno di Sicilia (vol. 1060), della cerimonia tenuta a Palermo, in seguito al parto della regina Elisabetta di Borbone, moglie di Filippo IV re di Spagna, Portogallo, Napoli e Sicilia, avvenuto il 28 ottobre 1623.

La fanciulla di cui si narra la nascita è l’Infanta di Spagna Margarita Maria Catalina.

Filippo IV di Spagna

Elisabetta di Borbone

Probabilmente l’Infanta di Spagna Margarita Maria Catalina

 

N.B: La trascrizione del documento sottostante è fedele all’originale, la presenza di errori grammaticali e ortografici non è causata dalla noncuranza degli autori dell’articolo.

     

TRASCRIZIONE:

“Giovedì a’ 28 di ottobre 1623 doppo magnare venne extraordinario porto avviso chela Reggina havea partorito una figlia femina S.A. era viceré all’hora disse [incomprensibile] Pretore e Giurati in Palazzo intesero che cosa comandasse che si facesse per mostrarsi il contesto che era ricevuto l’ordinò, chela medesima sevi sparasser … galere, doppo dal castello, ele bastioni della città, e che il giorno seguente ogni uno andasse a cavallo a palazzo ad hore 22 dove si [carta rovinata illegibile] e vestito S.A. galante innanzi al ferastose desse cordo camerosa ricevi li hora buona da tutti confusamente doppo cavalcò con Gualadrappa roccamata come pure stava suo vestito e si cavalcò verso la Chiesa Maggiore cominciò a cavalcare con il marchese di Giarratana e D.  Gaetano Agliata figlio di Villafranca alli lati havendo la sua guardia e contestabili innanzi, seguia la cavalcata doppo la congregazione del Consultore S.A. e la città arrivando S.A. alla matrice Chiesa trovò il Cardinale Arcivescovo innanzi la porta maggiore vestito pontificalmente con suoi canonaci molto galanti con casubule e cappe diede l’acqua benedetta egli rese innanzi in processione et intonò il Te Deus Laudamus quale con la musica si fossi arrivato all’altare suddetto stando S.A. e tutti inginocchiati et il Cardinale al altare disse l’oratione e benedisse in forma e subito ci tornamo a cavallo a palazzo dove entrato S.A. ce n’andamo, Pretese il secreto di Palazzo esser capo della cavalcata et con il Capitano S.A. rimese alli Presidenti li quali fatto verbo ordinarono che andasse dal Capitano che la Domenica la sera alla cavalcata andaria dal secreto e la sera si fecero luminarie per tutta la città e cossì il sabato e la domenica seguente andarono al medesimo punto, che venne il Consiglio a palazzo a baciare le mani a S.A. il Cardinale il Marchese di S. Croce il Capitano et altri…”

Fonti:

  • ASP, Protonotaro del Regno di Sicilia, 1060.

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

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