XI e XII secolo: la rinascita e la scuola di Bologna

Intorno all’anno mille qualcosa comincia a cambiare nella società medievale, una sorta di rinascita, per così dire, comincia a prender corpo. Religiosi, cavalieri e artisti iniziano a spostarsi di città in città abbandonando il feudo d’origine, ognuno per ragioni diverse: il religioso per compiere pellegrinaggi di chilometri e chilometri, i cavalieri, figli cadetti di feudatari in cerca di fortuna in quanto privati della loro eredità dal diritto di primogenitura, inizia l’andirivieni dei crociati in terra santa. In ultimo, parte di questo popolo in movimento, i figli di ricche famiglie che giungono nei maggiori centri culturali d’Europa: Parigi, Bologna etc…

Tutti questi studenti in giro per l’Europa in seguito tornavano nelle loro nazioni d’origine e diffondevano ciò che avevano imparato. La borghesia nasce in questo quadro, è il mondo stesso in cui vivono che ne favorisce la nascita; il nuovo modo di vivere richiedeva infrastrutture quindi strade, movimenti di denaro, costruzioni di città, mercanti, artigiani e locandieri. Per rispondere a queste richieste era necessario un ceto di uomini liberi che potesse far fronte a questa domanda crescente. Il luogo dove operava, viveva e soprattutto guadagnava la nuova borghesia era la città medievale, ma era anche il luogo dove essa cominciò a sperimentare la propria capacità di governare, realizzando leggi e istituzioni confacenti ai propri interessi. Gli statuti delle città di quel tempo ci danno la possibilità di constatare l’importanza del fenomeno. Gli elementi che compongono il comune medievale sono: il territorio che a sua volta comprende la città murata, continenta edificia (entro i mille passi) e territorium (oltre i mille passi); la popolazione che è composta dai cives (cives maiorum, burgenses e popolo) i quali partecipano alla vita politica della città, poi troviamo il popolo minuto composto da contadini e stranieri, escluso dalla vita politica.

Gli elementi costituzionali della città erano tre:

  • Assemblea, riunione dei cives con funzione deliberativa;
  • Governo, con funzioni esecutive e giudiziarie; in seguito con l’ingrandirsi della città fu necessario separare le funzioni giudiziarie da quelle esecutive;
  • Uffici, i Consoli nominavano i titolari degli Officia;

Con la pace di Costanza, del 1183, tra i Comuni e l’imperatore Federico Barbarossa si passò dal regime consolare a quello podestarile.

Con lo sviluppo delle città nascono gli statuti comunali che rappresentano una fonte importante del diritto medievale.

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Statuto comunale di Bologna del 1376

 

In questo contesto nasce la scuola di Bologna. Irnerio o Guarnerius fu uno dei fondatori della scuola di diritto che venne alla luce durante la lotta per le investiture tra impero e papato. A Irnerio si deve il commento del Corpus Iuris Civilis, precisamente dell’editio bononiensis composta da:

  • Tre volumi del Digesto (Vetus, Infortiatum e Novum);
  • Il IV volume contiene i primi nove libri del Codex;
  • Il V volume contiene i quattro libri delle Institutiones, i tre libri finali del Codex e le novelle Authenticum.

La scuola bolognese si distingueva in due universitates: citramontani (4 nationes) ed ultramontani (13 nationes). Ciò che era peculiare era l’elezione di uno studente a rettore il quale concordava con i maestri le modalità di insegnamento.

Da sottolineare è la costituzione Habita, concessa da Federico I Barbarossa, che conferiva ampi poteri a studenti e professori. Attribuì ai professori il potere giurisdizionale (penale e civile) sugli allievi, mentre agli studenti attribuì l’esenzione dalle tasse, un salvacondotto in tutte le terre dell’impero e la sottrazione alla locale giurisdizione.

Dopo Bologna vi fu un’espansione dei centri culturali nel nord Italia, si assistette alla nascita di vari centri universitari: Vicenza, Arezzo, Padova, Vercelli, Siena, Piacenza e Perugia.

Il XIII secolo vide la nascita della prima università di Stato d’Europa ovvero lo studium di Napoli voluto fortemente da Federico II di Svevia con l’intento di superare il centro di bolognese, ciò lo si evince dal divieto imposto di recarsi a studiare fuori dal regno.

Nel prossimo articolo continueremo a parlare dello studium bolognese  e in particolare dell’attività dei glossatori, dei loro strumenti, delle loro tecniche e delle loro attività.

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Davide Alessandra

Scritto daDavide Alessandra

Laureando in giurisprudenza con una tesi in storia del diritto medievale e moderno dal titolo: Assolutismo illuminato in Sicilia, il progetto riformatore e il problema feudale. Appassionato di storia, di diritto e ricerche archivistiche.

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